
ROMA (ITALPRESS) â Venti misure cautelari per unâinchiesta su un presunto gruppo criminale accusato di agire con metodo mafioso. Tra i reati contestati il traffico di stupefacenti, estorsioni, danneggiamenti seguiti da incendi, armi ed esplosivi, riciclaggio ed intestazione fittizia di beni, con lâaggravante del metodo mafioso. Lâoperazione, in corso dalle prime luci dellâalba, ha visto impegnate a Sulmona, e in numerose localitĂ della Valle Peligna e di altre province sul territorio nazionale, diverse squadre della Polizia di Stato. Gli agenti hanno eseguito 20 misure cautelari emesse dal gip delLâAquila su richiesta della Dda nellâambito di unâindagine condotta dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo. Lâindagine ha fatto emergere âun nuovo fenomeno criminoso connesso allâinfiltrazione della criminalitĂ organizzata nel comprensorio aquilanoâ. Secondo lâipotesi accusatoria, un condannato per reato di associazione di stampo mafioso appartenente alla criminalitĂ organizzata siciliana, scontata la pena, si âsarebbe stabilito a Sulmona e si sarebbe alleato con un gruppo locale che da anni gestiva lo spaccio in Valle Peligna, dando vita a un sodalizio autonomo che riprodurrebbe i metodi mafiosi nel territorioâ.
Il sodalizio, secondo lâaccusa, avrebbe conquistato il monopolio della cocaina a Sulmona e nei comuni peligni, con un volume dâaffari stimato in almeno 180-200 mila euro al mese. Decisivi sarebbero stati gli accordi con un narcotrafficante albanese e con un esponente del clan camorristico egemone nello spaccio a Secondigliano. Il gruppo, secondo gli investigatori, era âorganizzato come unâimpresa, con ruoli definiti per custodia e distribuzione della droga, gestione delle piazze e ripartizione dei profittiâ. Il controllo del territorio sarebbe stato imposto con la violenza: âaggressioni, minacce armate ed estorsioni ai danni di pusher e clienti morosi, ed attentati incendiari rivolti anche contro esponenti di spicco dei gruppi rivali nello spaccio di cocainaâ. Le indagini hanno inoltre documentato âla disponibilitĂ di armi ed esplosivi, reperiti anche attraverso la criminalitĂ organizzata napoletana e destinati, secondo lâaccusa, ad un attentato dinamitardoâ.
â Foto screenshot video Polizia di Stato â
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