
di Stefano Vaccara
NEW YORK (ITALPRESS) – Scontro tra Stati Uniti e Russia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul futuro del Sahara Occidentale. Mosca ha posto il veto a una risoluzione americana che avrebbe rafforzato il sostegno alla sovranità marocchina sul territorio conteso e avviato la trasformazione della missione di pace dell’ONU. Subito dopo, una proposta alternativa russa è stata respinta, lasciando senza rinnovo il mandato della MINURSO, in scadenza sabato 31 ottobre. Il testo americano prevedeva la conclusione dell’attuale missione entro aprile 2027 e la sua sostituzione con una missione politica, abbandonando definitivamente la prospettiva di un referendum sull’autodeterminazione. La proposta definiva un’autonomia sotto sovranità marocchina come unica soluzione praticabile per un accordo negoziato. La Russia proponeva invece di prorogare di un anno il mandato della MINURSO, istituita nel 1991 per sorvegliare il cessate il fuoco e preparare un referendum mai realizzato. La risoluzione ha ottenuto soltanto tre voti favorevoli, uno contrario e undici astensioni, senza raggiungere i nove consensi necessari.
Il Sahara Occidentale, ex colonia spagnola occupata in gran parte dal Marocco dal 1975, è conteso tra Rabat e il Fronte Polisario, che rivendica l’indipendenza del popolo sahrawi. Fuori dal Consiglio, prima ancora che la riunione finisse, l’ambasciatore americano Mike Waltz ha espresso ai giornalisti la profonda delusione per il veto russo. “Gli Stati Uniti e l’ONU hanno copresieduto una serie di negoziati a Madrid e Washington”, ha ricordato, sottolineando che marocchini e rappresentanti del Polisario erano tornati allo stesso tavolo dopo quasi dieci anni, con Algeria e Mauritania presenti come osservatori. Le discussioni, ha spiegato Waltz, hanno affrontato questioni concrete come autogoverno, condivisione delle risorse, transizione politica e smobilitazione.
Secondo Waltz, si è trattato dei negoziati più approfonditi degli ultimi quarant’anni. L’ambasciatore ha insistito anche sulla drammatica situazione umanitaria nei campi profughi sahrawi, citando i dati ONU sull’anemia infantile e la malnutrizione. Alla domanda sulle conseguenze immediate della mancata approvazione, Waltz ha risposto che Washington lavorerà con il Segretario generale António Guterres per organizzare un eventuale ritiro responsabile della missione. “Non era questa la nostra intenzione. Volevamo che il mandato continuasse”, ha precisato.
Di segno opposto la reazione del Fronte Polisario. Poco dopo, davanti ai giornalisti, il suo rappresentante alle Nazioni Unite, Sidi Omar, si è presentato accompagnato da numerosi ambasciatori, tra cui quello della Namibia, che ha introdotto l’incontro ribadendo il sostegno al diritto all’autodeterminazione dei sahrawi. Il diplomatico namibiano ha richiamato il parere della Corte internazionale di giustizia del 1975 e ha denunciato l’impossibilità per l’Alto Commissariato ONU per i diritti umani di accedere liberamente al territorio. Sidi Omar ha ringraziato esplicitamente la Russia per aver bloccato la proposta americana, definendola un tentativo di legittimare l’occupazione marocchina e di predeterminare il risultato dei negoziati. “Nessuno può imporre unilateralmente la propria posizione al Consiglio di Sicurezza”, ha dichiarato. Il Polisario aveva avvertito che, se il testo americano fosse stato approvato senza modifiche sostanziali, avrebbe abbandonato il processo politico. Dopo il veto, Omar ha invece confermato la disponibilità a continuare i negoziati, purché fondati sul diritto all’autodeterminazione.
Particolarmente significativo il confronto a distanza sul ruolo dell’inviato personale di Guterres, Staffan de Mistura. Rispondendo a una domanda di Italpress, Waltz ha definito il diplomatico italo-svedese “un partner forte e di grande esperienza” negli sforzi negoziali. Poco dopo, durante lo stakeout del Polisario, Italpress ha posto la stessa questione a Sidi Omar, ottenendo una risposta diametralmente opposta. Il rappresentante sahrawi ha accusato de Mistura di aver violato i principi di imparzialità e indipendenza che dovrebbero guidare il suo mandato, sostenendo che la scelta di considerare l’autonomia marocchina come base negoziale favorisca Rabat.
In una successiva intervista a Italpress, Omar ha ribadito le critiche, riferendosi alle dichiarazioni dell’inviato davanti al Consiglio di Sicurezza e alla precedente risoluzione 2797. Interrogato anche sul ruolo dell’Unione Europea, il rappresentante del Polisario ha espresso delusione per l’atteggiamento dei Paesi europei, accusandoli di non aver sostenuto una proposta russa che, a suo giudizio, richiamava principi da loro stessi difesi. Omar ha inoltre contestato la politica americana di riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, introdotta da Donald Trump nel 2020.
Sul futuro della MINURSO, ha ribadito che la decisione spetta esclusivamente al Consiglio di Sicurezza. Era prevista anche una conferenza stampa dell’ambasciatore del Marocco Omar Hilale, ma è stata annullata. Dunque si conferma lo stallo diplomatico: Washington non è riuscita a imporre la soluzione autonomista, Mosca non ha ottenuto la proroga della missione e il futuro della presenza ONU nel Sahara Occidentale resta incerto. Una crisi che rischia di compromettere un processo di pace già bloccato da oltre trent’anni.
– Foto screenshot video xo9/Italpress –
(ITALPRESS).




