
ROMA (ITALPRESS) â Con lâesecuzione di quattro misure cautelari, di cui tre in carcere ed una in regime domiciliare, la Polizia di Stato, al termine di unâattivitĂ di indagine coordinata dai Magistrati della Procura della Repubblica di Roma del Dipartimento criminalitĂ diffusa e grave, ha disarticolato un sistema delittuoso che riforniva di stupefacenti la piazza di spaccio denominata â5° ponteâ, nel quartiere Laurentino 38.
Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone, di cui cinque in carcere e una in regime domiciliare, quattro delle quali eseguite nelle prime ore di oggi. Il âregistaâ dellâorganizzazione è gravemente indiziato dei reati di estorsione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, e detenzione abusiva di armi.
Una donna, ai domiciliari, dovrĂ rispondere invece di tentata estorsione e lesioni personali aggravate. Agli ulteriori indagati è contestata la mera detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un ulteriore indagato â non destinatario di misure di custodia cautelare -, nella cui disponibilitĂ sono state rinvenute dosi di cocaina pronte per la vendita al dettaglio, è stato arrestato in flagranza per il medesimo reato.
Le indagini hanno consentito di riavvolgere il nastro investigativo di una spirale criminale articolatasi tra maggio 2023 e novembre 2025, costruito su plurime condotte di natura estorsiva, ed arricchito dalla detenzione abusiva di armi e munizioni, rapina, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il âregistaâ dellâorganizzazione, avvalendosi di fidati collaboratori, avrebbe sovrinteso non soltanto alla fase dellâapprovvigionamento, ma anche alle operazioni di lavorazione e confezionamento delle dosi, anche da remoto, utilizzando piattaforme di messaggistica criptate, fino alla quantificazione degli slot di sostanza da assegnare ai singoli pusher. Lo stupefacente, anche importato dallâestero, veniva spedito in pacchi imballati e occultato tra biancheria intima, indirizzati a prestanome, ai quali, a fronte del ritiro, veniva corrisposta una somma di 1.000 euro.
Le indagini sono partite nel settembre 2024, dopo che uno dei collaboratori aveva deciso di dividersi dal capo piazza, dopo essere diventato vittima di condotte estorsive di questâultimo, in virtĂš di debiti non saldati connessi allâattivitĂ di spaccio.
Il metodo estorsivo avrebbe vissuto una vera e propria spirale crescente, che, nel tempo, ha finito per coinvolgere i familiari della vittima.
-Foto di repertorio Polizia di Stato-
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