
CAGLIARI (ITALPRESS) – Prenderanno il via martedì 10 novembre, da Cagliari, i laboratori territoriali per la revisione e l’aggiornamento del Piano Paesaggistico Regionale. Il primo ciclo coinvolgerà tre ambiti territoriali, con i primi appuntamenti a Cagliari il 10 novembre, Iglesias l’11 novembre e Villacidro il 12 novembre. L’obiettivo è trasformare le esigenze emerse dal confronto con i territori in indirizzi di pianificazione e proposte progettuali.
“Con i laboratori approfondiamo il legame con le comunità che non deve esaurirsi nella raccolta delle istanze, ma contribuire concretamente alla definizione del nuovo Piano”, dichiara l‘assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda. “Il Piano Paesaggistico non è soltanto uno strumento di tutela, ma anche di governo delle trasformazioni del territorio. Significa affrontare le criticità e creare le condizioni perché i territori possano esprimere le proprie potenzialità, senza comprometterne l’identità”, aggiunge.
Ogni ambito sarà coinvolto in due sessioni operative: la prima dedicata all’approfondimento delle questioni strategiche, la seconda all’individuazione di possibil soluzioni e interventi.
Sindaci, assessori, tecnici comunali, enti e rappresentanze territoriali lavoreranno attraverso sessioni plenarie e tavoli guidati, con l’obiettivo di garantire continuità tra l’analisi dei problemi e la costruzione delle proposte. Gli esiti confluiranno in report territoriali e contribuiranno alla realizzazione delle Mappe di Comunità, una rappresentazione digitale delle progettualità emerse, destinata a supportare il lavoro degli uffici regionali nell’adeguamento del PPR.
“La Sardegna ha bisogno di una pianificazione capace di misurarsi con lo spopolamento, i cambiamenti climatici, la transizione energetica e il futuro dei centri abitati. Non possiamo affrontare queste questioni con risposte uniformi per territori che hanno caratteristiche e necessità profondamente diverse. Per questo il coinvolgimento dei Comuni è una scelta di metodo e di governo: la Regione mantiene la responsabilità degli indirizzi generali, ma costruisce le soluzioni attraverso il confronto diretto con chi conosce e amministra i luoghi”, conclude Spanedda.
-Foto Regione Sardegna-
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