
ROMA (ITALPRESS) – “Complimenti a Kimi Antonelli per aver conquistato il titolo mondiale. È un successo pienamente meritato, costruito sulla costanza di rendimento dimostrata nel corso di tutta la stagione e suggellato oggi con un’altra prestazione di alto livello, culminata con un podio conquistato in una gara ricca di colpi di scena al fianco di due campioni del mondo”. Così Dario Marrafuschi, direttore motorsport di Pirelli, commentando il trionfo iridato di Antonelli sul circuito di Città del Messico. “Senza le neutralizzazioni, la strategia a una sola sosta sarebbe stata la soluzione più competitiva per questo Gran Premio – aggiunge Marrafuschi, parlando della gara vinta da Verstappen su Hamilton – Sia la Soft sia la Medium hanno infatti dimostrato di poter coprire circa metà gara, rendendo possibile completare la distanza con un unico cambio pneumatici. La C5 si è confermata ancora una volta la mescola di riferimento in termini di aderenza e confidenza per i piloti, pur con differenze molto contenute rispetto alla C4 che ha evidenziato livelli di degrado molto simili”.
“Non è quindi sorprendente che tutti i piloti abbiano scelto la Soft per l’ultimo stint dopo la Safety Car, nonostante avessero a disposizione anche la Hard – ha proseguito Marrafuschi – Dal punto di vista tecnico, il comportamento degli pneumatici è stato molto positivo. Non abbiamo registrato fenomeni significativi di graining e il degrado si è mantenuto entro i livelli attesi, risultando inferiore rispetto a quanto osservato venerdì. Un bloccaggio effettuato da Leclerc alla ripartenza dopo la bandiera rossa ha inoltre rappresentato una ulteriore dimostrazione della solidità progettuale degli pneumatici di Formula 1. Lo scivolamento della gomma sull’asfalto ha infatti provocato un’usura localizzata particolarmente accentuata dell’anteriore sinistra, arrivando molto vicino agli strati strutturali interni. Si tratta di una situazione certamente non ordinaria, ma che viene regolarmente presa in considerazione nei processi di sviluppo e validazione condotti da Pirelli, anche attraverso severe attività di testing indoor. L’obiettivo finale è proprio quello di garantire che il pneumatico mantenga un adeguato livello di integrità anche in condizioni estreme, consentendo ai piloti di continuare a gareggiare in piena sicurezza”.
“Particolarmente interessante è stata inoltre la prestazione della Soft, come dimostrato dal lungo stint di Antonelli, che ha completato 43 giri mantenendo un degrado molto contenuto e un ritmo competitivo fino alle fasi finali della gara. La C3, invece, non è stata presa in considerazione dai team poiché non offriva, nelle condizioni di gara, vantaggi prestazionali rispetto alle due mescole più morbide. Nel complesso, le indicazioni raccolte confermano un quadro molto lineare e coerente con le simulazioni effettuate prima dell’evento, sia in termini di degrado sia di competitività delle diverse strategie”, ha concluso Marrafuschi.
– foto ufficio stampa Pirelli –
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