
MISURATA (LIBIA) (ITALPRESS) â Rafforzare la cooperazione tra la Libia e lâItalia, esplorare opportunitĂ di investimento e di commercio e aprire alle imprese lâaccesso al mercato libico e a quelli africani. Questi gli obiettivi del Libyan-Italian Business and Investment Forum (LIBIF 2026), piattaforma economica e commerciale che ha riunito imprese e istituzioni libiche e italiane, tenutosi nella sala Sea Side della Zona Franca di Misurata. Il forum, promosso dalla Zona Franca di Misurata in collaborazione con la Camera di Commercio Libico-Italiana, ha visto la presenza di rappresentanti del governo, ambasciatori, missioni diplomatiche africane, imprenditori e investitori e la partecipazione di oltre 20 istituzioni, oltre 110 aziende e piĂš di 10 relatori.
Lâevento ha fatto seguito al roadshow della Zona Franca di Misurata a Roma del 9 luglio 2026. Secondo gli organizzatori, quellâiniziativa ha confermato la crescita delle partnership con grandi gruppi internazionali, tra cui MSC, confermata anche dai numeri: con uno scambio commerciale bilaterale di 3,627 miliardi di euro per i primi quattro mesi del 2026, lâItalia tra i principali partner commerciali della Libia. Strategica, in questo senso, la posizione della Zona Franca, una âporta verso Africa ed EuropĂ . Il porto di Misurata è stato presentato come il piĂš grande del Paese e gestirebbe circa il 60% del volume degli scambi libici. Il forum ha guardato a otto comparti: industrie metalmeccaniche e ingegneria leggera, industria farmaceutica e medicale, industria alimentare, industria marittima, servizi logistici e stoccaggio, industrie di trasformazione e valore aggiunto, riciclo e recupero di rifiuti e oli, commercio e distribuzione. I temi centrali sono stati le opportunitĂ di investimento nei progetti della Zona Franca, i trasporti e la logistica, il commercio e le partnership, e il ruolo di porta dâAfrica per transito e riesportazione.
Durante lâincontro, Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica, ha annunciato allâItalpress lâapertura di un ufficio a disposizione di tutte le imprese italiane allâinterno della Misurata Free Zone, come âprimo passo verso una presenza stabile del sistema produttivo italiano in Libiaâ. Colicchi ha definito lâapertura âuna grossa scommessa sulle prospettive e sul lavoro delle nostre impreseâ. Ha poi precisato che la sede ânon è lâufficio della Camera di commercio, ma lâufficio delle imprese italianeâ, aperto a tutte le aziende del Paese presso la Misurata Free Zone. Secondo il presidente, lâiniziativa segnava lâinizio di un lavoro su quello che era destinato a diventare âun grandissimo polo logisticoâ, un hub di scambio commerciale capace di attrarre imprese e investimenti. âSperiamo che sia un passo che anticipa i tempiâ, ha spiegato, indicando gli obiettivi: creare commercio, investimenti e posti di lavoro, formare persone e tecnici e avviare una presenza italiana stabile a Misurata e, piĂš in generale, in Libia.
Apprezzamento per lâiniziativa è stato espresso in un messaggio anche dallâambasciatore dâItalia a Tripoli, Gianluca Alberini: âLâItalia si conferma costantemente il primo partner commerciale della Libiaâ e Misurata âha tutto il potenziale per diventare un hub logistico trans-continentaleâ capace di collegare Italia, Europa e Africa ânel pieno spirito del Piano Matteiâ. Pur non potendo essere presente per impegni istituzionali, Alberini ha espresso âviva soddisfazioneâ per lâiniziativa, che ha visto la partecipazione di imprese italiane e libiche. Un segnale concreto, ha sottolineato, della volontĂ reciproca di costruire nuove opportunitĂ dopo i Forum di Tripoli nel 2024 e Bengasi nel 2025.
Mohsen al-Suqutri, presidente del consiglio di amministrazione della Misurata Free Zone, ha indicato come obiettivi il rafforzamento della presenza delle imprese italiane in Libia e la valorizzazione del ruolo di Misurata come piattaforma di collegamento tra lâEuropa e i mercati africani. LâItalia è âil principale partner commerciale della Libia, in particolare nellâUnione europeaâ, ha spiegato illustrando il significato dellâincontro organizzato nella zona franca con la partecipazione di imprese italiane. Unâiniziativa che, ha precisato, rappresentava il seguito di un precedente appuntamento svoltosi a Roma nel luglio scorso, caratterizzato da âunâottima partecipazione delle aziende italianeâ. âDa qui è nata lâidea di invitare le imprese interessate a investire nel mercato libico a essere presenti nella zona franca, entrare in contatto con partner locali e valutare la possibilitĂ di sviluppare una cooperazione economica tra i due Paesiâ, ha proseguito. âCi auguriamo di organizzare eventi analoghi nel prossimo periodoâ, ha aggiunto.
Il senatore Nicola Scurria, presidente del gruppo parlamentare di amicizia Italia-Libia, in un videomessaggio inviato alle imprese italiane presenti nella cittĂ libica per il business forum, ha evidenziato come Misurata stesse diventando âuno dei principali hub, e potrebbe diventare forse il principale hub nel Mediterraneoâ. Un rapporto che riguarda non solo Italia e Libia, ha ribadito Scurria, ma anche Italia e Africa e Italia e Medio Oriente.
Il ministro dei Trasporti libico, Mohammed Ashahoubi, ha indicato nella cooperazione con lâItalia unâopportunitĂ per lo sviluppo di trasporti, infrastrutture e logistica. Il ministro ha definito il forum un evento che âriflette lâimportanza della partnership economicaâ tra Tripoli e Roma. Ha detto che apriva nuove prospettive in investimenti, commercio, trasporti e servizi logistici. Ashahoubi ha ricordato la posizione strategica della Libia, che collega il nord e il sud dellâAfrica e si affaccia sul Mediterraneo. Secondo il ministro, il Paese aveva lâoccasione di diventare un punto di collegamento commerciale e logistico tra i mercati europei e lâAfrica interna, in particolare Ciad, Niger, Mali e Burkina Faso. In questo quadro il ministero dei Trasporti puntava sullo sviluppo della rete stradale e delle infrastrutture, a partire dalla strada del Sud. Il ministro lâha indicata come uno degli assi strategici per rilanciare commercio e transito e rafforzare i collegamenti con i Paesi vicini.
âSiamo molto felici della presenza delle imprese italiane in Libia. La zona franca di Misurata ha le potenzialitĂ e le infrastrutture per diventare una porta dâaccesso allâAfrica e, allo stesso tempo, allâEuropaâ, ha affermato in unâintervista allâItalpress Mohammed Raeed, presidente dellâUnione delle Camere di commercio, industria e agricoltura della Libia, evidenziando le opportunitĂ di investimento e il ruolo della cooperazione economica tra i due Paesi. âLa Libia gode di una posizione geografica privilegiata e Misurata dispone di tutte le condizioni per svolgere questa funzioneâ, ha spiegato Raeed, osservando come la vicinanza al continente europeo rappresentasse un ulteriore punto di forza. Nella zona franca, ha aggiunto, âle infrastrutture sono complete e sono presenti investimenti di societĂ internazionaliâ.
âDi progetti ce ne sono molti. Quello che fa Confindustria Assafrica Mediterraneo è far sĂŹ che i progetti delineati diventino concreti e reali partnership duratureâ, ha spiegato Federico Cardu, responsabile marketing associativo e comunicazione di Confindustria Assafrica. Cardu ha illustrato il ruolo dellâassociazione del sistema Confindustria, che ârappresenta e accompagna le imprese italiane nei loro rapporti economici e commerciali con i Paesi dellâAfrica, Medio Oriente e Turchiaâ. âIl nostro obiettivo è quello di favorire lâinternazionalizzazione delle aziende italiane e creare loro reali opportunitĂ di business, promuovere partenariati industriali e commerciali e facilitarli nelle interlocuzioni con le istituzioni e gli operatori economici localiâ, ha aggiunto.
âCâè bisogno di persone, di personale altamente specializzatoâ, perchè il lavoro attraversa âuna fase di grande trasformazioneâ, ha aggiunto Enrico della Gatta, Vice President of Defence Market di Fincantieri, sottolineando il ruolo dellâinnovazione tecnologica e della formazione nellâevoluzione delle attivitĂ industriali. Anche nei cantieri, ha spiegato della Gatta, âlâintelligenza artificiale e la robotizzazione contribuiranno a trasformare il lavoroâ. Un cambiamento accompagnato da investimenti nelle infrastrutture e nella preparazione delle persone, anche attraverso il Piano Mattei, con lâobiettivo di formare personale specializzato da inserire nelle aziende di produzione. Un percorso che, ha evidenziato, univa âla forza e lâimprenditorialitĂ di unâazienda quotata alla Borsa di Milanoâ alla stabilitĂ , alla lungimiranza e alla responsabilitĂ legate a una proprietĂ per il 60% in capo al governo italiano. Da questa caratteristica discendeva anche una responsabilitĂ âmoraleâ: accompagnare lâintera catena del valore, fino alle startup, nel processo di evoluzione industriale.
â Foto xn8/Italpress â
(ITALPRESS).




