omtogel omtogel omtogel
Radio Studio 7 Israele, termina il ciclo di consultazioni: Herzog annuncerà domenica il nome del candidato incaricato di formare il governo

SEGUICI SUI SOCIAL

SCARICA L'APP

Israele, termina il ciclo di consultazioni: Herzog annuncerà domenica il nome del candidato incaricato di formare il governo

TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Il presidente israeliano Isaac Herzog ha annunciato, al termine del ciclo di consultazioni, che domenica, 8 novembre, comunicherà il nome del candidato incaricato di formare il governo. Al termine delle consultazioni con i rappresentanti dei partiti che hanno superato la soglia di sbarramento alle elezioni del 27 ottobre, il leader del Blocco del cambiamento Gadi Eisenkot ha ottenuto 67 raccomandazioni, contro le 46 del premier uscente Benjamin Netanyahu.

LISTA COMUNE APPOGGIA EISENKOT PER FORMARE GOVERNO

La Lista Comune (Joint List), alleanza di partiti arabi israeliani, ha annunciato che indicherà al presidente Isaac Herzog il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, come prossimo primo ministro. In una nota, la Lista Comune afferma che la decisione, presa all’unanimità dalle sue tre componenti, giunge “in risposta alla richiesta dell’opinione pubblica di impedire a Netanyahu e al suo governo di tornare al potere”. Secondo la formazione politica, sostenere Eisenkot è fondamentale, nonostante il blocco di opposizione non abbia finora mostrato una volontà sufficiente a “contrastare la linea politica di Netanyahu, a combattere l’istigazione contro i cittadini arabi e a opporsi ai tentativi di delegittimare le loro scelte politiche”.

IL PARTITO ULTRAORTODOSSO ROMPE L’ALLEANZA CON NETANYAHU

Il partito ultraortodosso israeliano United Torah Judaism (Utj) ha deciso di non indicare alcun candidato alla guida del prossimo governo durante le consultazioni con il presidente Isaac Herzog, negando così il proprio sostegno al premier uscente Benjamin Netanyahu, suo storico alleato. Lo riportano i media israeliani. La decisione è stata presa dopo che entrambe le componenti del partito, che dispone di sette seggi, hanno ricevuto dai rispettivi leader spirituali l’indicazione di non appoggiare nessun candidato: Degel HaTorah, espressione degli ebrei ultraortodossi lituani, con quattro deputati, e Agudat Yisrael, che rappresenta la componente chassidica, con tre. La scelta di Utj porta a 56 il numero dei parlamentari che raccomandano Gadi Eisenkot, leader di Yashar, dopo che anche gli otto deputati di Ra’am hanno annunciato il loro sostegno. Netanyahu resta invece fermo a 46. Herzog proseguirà per tutta la giornata le consultazioni prima di decidere a chi affidare l’incarico di formare il nuovo governo.

La mossa di Utj arriva dopo le indiscrezioni della scorsa settimana su una possibile apertura a un governo di minoranza guidato da Eisenkot, senza tuttavia entrarne formalmente a far parte. Una svolta rispetto alla storica alleanza con Netanyahu, maturata anche per la frustrazione del partito di fronte al mancato varo della legge che dovrebbe garantire le esenzioni dal servizio militare agli studenti delle yeshiva, da tempo richieste dagli ultraortodossi. Nel corso dell’incontro con Herzog, i rappresentanti di Utj hanno chiarito che il sostegno a qualsiasi futuro governo dipenderà dall’approvazione di una normativa che tuteli tali esenzioni. La richiesta, tuttavia, rappresenta un ostacolo significativo a una possibile intesa con Eisenkot e il suo blocco, che hanno posto l’arruolamento degli ultraortodossi tra le priorità politiche.

ANP “DISPOSTI A COLLABORARE CON EISENKOT”

L’Autorità nazionale palestinese (Anp) sarebbe disposta a collaborare con Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar, qualora riuscisse a formare il prossimo governo israeliano, a condizione che rispetti i diritti dei palestinesi. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri dell’Anp, Varsen Aghabekian, in un’intervista all’emittente saudita Al Hadath. “Possiamo lavorare con chiunque riconosca il palestinese come una persona che ha dei diritti e rispetti i diritti palestinesi e il diritto internazionale”, ha affermato. “Queste sono caratteristiche essenziali per qualsiasi interlocutore con cui possiamo avviare discussioni sul futuro della regione, del conflitto e dell’occupazione. Vogliamo un partner che immagini per questa regione un futuro di pace, non di guerre”, ha aggiunto. Aghabekian ha commentato anche la contrarietà di Eisenkot alla creazione di uno Stato palestinese: “Eisenkot ha detto no a uno Stato palestinese, ma il futuro della regione si fonda sul diritto alla soluzione dei due Stati e sul diritto dei palestinesi, riconosciuto dalla comunità internazionale”.

La ministra ha quindi rivolto un messaggio agli israeliani. “Vogliamo dire loro, innanzitutto, che i cinque milioni di palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza non emigreranno, non saranno espulsi e non andranno da nessuna parte. Cosa intendono fare con cinque milioni di palestinesi?”, ha chiesto. Aghabekian ha inoltre sollecitato la comunità internazionale a esercitare maggiori pressioni su Israele affinché produca cambiamenti concreti sul terreno. Rispondendo a una domanda sul nuovo rinvio delle elezioni dell’Anp, che non tiene elezioni parlamentari da vent’anni, la ministra ha sostenuto che le condizioni sul terreno non ne consentono lo svolgimento.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

VIDEO

CONTATTACI

SEGUICI

RADIO STUDIO 7 APP