
VENEZIA (ITALPRESS) â Un magazzino di vite perdute, il numero 18. Il dialetto di Zara. Il dolore degli esuli nel âVaâ pensieroâ. Sentimenti e ricordi messi in canto dai 120 ragazzi dellâIstituto comprensivo Grimani, che hanno accompagnato la cerimonia del Comune di Venezia per il Giorno del Ricordo.
Questa mattina, in Piazzale Martiri Giuliani e Dalmati delle Foibe a Marghera, si è svolta la celebrazione ufficiale di commemorazione, curata dalla Presidenza del Consiglio comunale, nellâambito delle iniziative promosse nel territorio metropolitano per il Giorno del Ricordo 2026: un mese di incontri, mostre, spettacoli e itinerari.
Oggi la deposizione della corona dâalloro sul cippo che venne donato da Trieste. La cerimonia, che ha avuto inizio con lâInno di Mameli e il picchetto di Assoarma, ha dato parola al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, al presidente della MunicipalitĂ di Marghera Teodoro Marolo, al presidente dellâAssociazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia â Comitato di Venezia Alessandro Cuk, al vice presidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto e al prefetto di Venezia Darco Pellos.
Tutti hanno sottolineato come il ricordo, oggi, serva a dare memoria a fatti troppo a lungo taciuti, e come sia un atto di consapevolezza e di valutazione del presente, per non cadere in vecchi errori. Di quanto importante sia la trasmissione di queste memorie alle nuove generazioni.
Il sindaco ha parlato del Giorno del Ricordo come di una scelta di coscienza e di coerenza: âĂ una parte della nostra storia nazionale ed europea, fatta di vite spezzate, famiglie sradicate, paesi svuotati, identitĂ messe a tacere. Sono fratelli âserenissimiâ, legati a una storia adriatica che attraversa secoli di culture, scambi, convivenze â ha detto Brugnaro â Sono passati ventidue anni dalla legge istitutiva del Giorno del Ricordo. Ventidue anni in cui lâItalia ha iniziato a restituire spazio pubblico e dignitĂ a un dolore che per troppo tempo è stato ignorato, talvolta negato, oppure ridotto a materia di contrapposizioni. Eppure la veritĂ , quando riguarda persone e comunitĂ , non è negoziabile: si può discutere, ma non si può cancellare. Ecco perchĂŠ dobbiamo far si che i programmi di storia studiati a scuola non si fermino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Se nascondiamo gli ultimi 80 anni, rischiamo di non fornire alle giovani generazioni gli strumenti per comprendere lâattualitĂ â.
Il sindaco ha citato quanto richiamato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella su ciò che avvenne su quel confine, ricordando che ci fu una persecuzione che âsi risolse in vera e propria pulizia etnicaâ e definendo quelle vicende âuna sciagura nazionaleâ.
âPer questo, oggi, non basta commemorare: dobbiamo vigilare â ha continuato il primo cittadino â Vigilare contro ogni negazionismo e ogni riduzionismo; contro lâidea che unâideologia possa diventare alibi della violenza; contro chi sporca i luoghi e i simboli della memoria con scritte o provocazioni. Se dovesse accadere, la nostra linea è chiara: ogni oltraggio verrĂ rimosso, ogni imbrattamento ripulitoâ.
Ricordare, poi, significa ascoltare davvero le storie dellâesodo: di chi ha ricominciato da zero e ce lâha fatta, di chi, sopraffatto dal dolore, non câè riuscito. E allora Brugnaro ha anche sottolineato il ruolo prezioso delle associazioni e delle istituzioni che, ogni anno, rendono il ricordo vivo, non confinato a una sola data.
âOggi a Venezia rinnoviamo il legame con i nostri fratelli serenissimi, con le loro comunitĂ e con le loro terre. Lo facciamo con coraggio e con determinazione. Siamo fratelli serenissimi e continueremo ad esserlo davvero, se sapremo unire al ricordo la responsabilitĂ , alla veritĂ la giustizia, alla memoria la paceâ ha concluso il sindaco.
In Piazzale Martiri Giuliani e Dalmati delle Foibe erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco Sergio Vallotto, la presidente del Consiglio comunale di Venezia Ermelinda Damiano, gli assessori Elisabetta Pesce, Maika Canton e Simone Venturini; il presidente della MunicipalitĂ di Venezia Murano Burano Marco Borghi, consiglieri comunali e di MunicipalitĂ .
-Foto Comune di Venezia-
(ITALPRESS).




