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Alluvione in Nepal al confine col Tibet: cresce il bilancio dei morti, centinaia di dispersi. Tajani “Due italiani coinvolti, stanno bene” / Video

KATHMANDU (NEPAL) (ITALPRESS) –La polizia nepalese ha aggiornato il bilancio dei morti causati dalle alluvioni e dall’enorme frana che si è abbattuta sull’area di confine con la Cina. Secondo i dati della polizia, ripresi dall’emittente britannica Sky News, sono stati infatti recuperati finora 157 corpi senza vita. Secondo quanto riferisce India Today, in Nepal risultano inoltre disperse 403 persone, tra cui 341 stranieri. Tra questi figurano 133 indiani, 47 statunitensi, 34 australiani, 33 britannici, 24 canadesi e 19 malesi.

Una grande ondata di piena proveniente dal versante tibetano ha invaso stamane il fiume Bhote Koshi, colpendo in particolare Timure e Syapru Besi. Una frana ha interessato anche il Tibet, nei pressi del valico di Gyirong, provocando vittime e dispersi. Secondo India Today, le immagini delle telecamere di sicurezza sul lato cinese mostrano alcune persone fuggire pochi istanti prima che una massa di rocce, fango e acqua si abbattesse sulla zona, distruggendo edifici e veicoli. La causa esatta della frana non è ancora chiara, ma il Centro di ricerca tedesco per le geoscienze ha riferito che un terremoto di magnitudo 4.4 ha colpito l’area circa 7 minuti prima dell’orario registrato dalle telecamere

Le zone più colpite sono Timure Bazaar e Syapru Besi, nella valle del Bhote Koshi, dove l’acqua ha raggiunto anche l’area doganale del valico di Rasuwa. Secondo quanto riferito dall’esercito nepalese e riportato da Ndtv, una grande quantità d’acqua è arrivata dal versante tibetano, provocando un rapido innalzamento del livello del fiume. Nove membri della polizia nepalese, dislocati a Timure, risultano dispersi, mentre le autorità hanno avviato le operazioni di soccorso e lanciato l’allerta lungo il corso del Trishuli. Sul versante cinese, al valico di Gyirong, nella regione autonoma dello Xizang, una frana ha danneggiato le infrastrutture di frontiera. Secondo quanto riferisce il quotidiano cinese People’s Daily, il presidente Xi Jinping ha ordinato di intensificare le operazioni di ricerca e soccorso per le persone disperse, di mettere in sicurezza la popolazione nelle aree a rischio e di rafforzare la prevenzione di ulteriori emergenze. Sempre secondo People’s Daily, le autorità cinesi hanno mobilitato squadre di soccorso e predisposto le operazioni di emergenza nella zona colpita.

90 ITALIANI IN QUELL’AREA, LA FARNESINA NE ACCERTA LE CONDIZIONI

 Sulla base delle registrazioni su “Dove siamo nel mondo”, sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet. Sono in corso le verifiche per accertarne le condizioni e assicurare, ove necessario. Lo fa sapere la Farnesina, che invita i connazionali a scaricare l’App “Viaggiare Sicuri” o a registrare la propria presenza in zona su “Dove siamo nel mondo” (www.dovesiamonelmondo.it). Per emergenze, i connazionali possono contattare l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +39 06 36225, il consolato generale d’Italia a Calcutta al numero +91 9831212216, il consolato generale onorario d’Italia a Kathmandu ai numeri +977 14538388 / +977 14529089 e, per la Cina, l’ambasciata d’Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957.

TAJANI “DUE ITALIANI COINVOLTI NELLA FRANA, STANNO BENE”

Gli italiani coinvolti nella frana in Nepal sono due e stanno bene. Lo ha confermato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Rimini. “Non abbiamo notizie di altri italiani coinvolti”, ha precisato.

“Per quanto ci risulta soltanto due italiani erano rimasti coinvolti, sono in buona salute e sono seguiti dalla nostra Ambasciata a New Delhi e dai nostri consolati in India”, ha detto successivamente a margine della visita alla comunità di San Patrignano, in merito alla situazione in Nepal. “Faremo tutto ciò che è necessario per farli rientrare il prima possibile”, ha aggiunto. Quanto alle altre persone che risultano disperse, “non ci risulta esserci qualche cittadino italiano. Siamo sempre lì a seguire la situazione con l’Unità di crisi del ministero degli Esteri, in contatto costante con la nostra ambasciata a New Delhi”, ha concluso Tajani.

VON DER LEYEN “COPERNICUS ATTIVATO, UE PRONTA A MOBILITARE AIUTI”

“Devastanti inondazioni hanno colpito diverse comunità in Nepal e in Cina. Il mio pensiero va a tutte le persone colpite, in particolare alle famiglie che hanno perso i propri cari o che sono ancora in attesa di notizie. Un pensiero va anche ai coraggiosi soccorritori“. Così la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, in un post su X. “Copernicus è stato attivato per contribuire alla mappatura delle aree colpite in Nepal e per supportare gli interventi sul campo. Siamo pronti a mobilitare ulteriore assistenza europea”, conclude.

IL VIDEO E LE IMMAGINI

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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