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10-02-2022  La Città di San Severino Marche si è fermata per celebrare la Giornata del Ricordo.

Solennità civile nazionale italiana, istituita con la legge 92 del 30 marzo 2004, che il 10 febbraio di ogni anno rinnova la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Il sindaco, Rosa Piermattei, ha deposto una corona di alloro al monumento ai Caduti e osservato un minuto di silenzio nel corso di una breve ma intensa cerimonia svoltasi in forma ristretta e senza la presenza delle scolaresche a causa del Covid-19.
Ad assistere alla commemorazione il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, l’assessore Jacopo Orlandani, i consiglieri Teresa Traversa e Alberto Capradossi, il segretario di FdL, Sergio Massi, e il comandante della Polizia Locale, sostituto commissario Adriano Bizzarri.
Il Giorno del Ricordo si lega alle violenze e alle uccisioni avvenute in Istria, Fiume e Dalmazia tra il 1943 ed il 1947. Con il ritorno di questi territori alla Jugoslavia, ebbe inizio una rappresaglia feroce che colpì molti cittadini italiani innocenti, ritenuti implicitamente colpevoli di aver vissuto sotto il regime fascista.
Si configurò una vera e propria pulizia etnica: prigionia, campi di lavoro forzato e morte nelle foibe coinvolsero migliaia e migliaia di persone. Molti riuscirono a fuggire: un esodo di massa che coinvolse tra le 250mila e 350mila persone tra il 1945 ed il 1956.
Il dramma delle foibe fu, e resta, la più grave strage di italiani compiuta in tempo di pace.

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