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“Dopo che la terra ha tremato in modo così spaventoso ogni nostra certezza ha vacillato e ha tremato anche la speranza di poter vedere splendere di nuovo la nostra città.

Questa speranza però non è crollata ma si è trasformata in ferrea determinazione di poter riavere San Severino Marche più forte e più bella che mai”.
Il ricordo di un sisma “che ha lasciato ferite atroci e cicatrici profonde in ciascuno di noi” ha aperto il discorso di saluti che, a nome dell’intera città, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha rivolto al nuovo arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Francesco Massara, in occasione della cerimonia che, nella basilica di San Lorenzo in Doliolo, ha segnato l’incontro tra la nuova guida spirituale della Chiesa locale con la comunità settempedana.
“La città di San Severino Marche – ha proseguito il primo cittadino settempedano – si salverà ma non si salverà da sola, si salverà costruendo alleanze con tutto il territorio, con tutte le altre piccole comunità che la circondano. Solo stringendosi assieme potremo vincere la grande sfida della sopravvivenza e di un rinnovato sviluppo. Abbiamo bisogno del suo aiuto – ha poi detto rivolta all’arcivescovo Massara il sindaco Piermattei – Ci aiuti a pregare, ad ascoltarci, a stimarci, a lavorare insieme, ad avere uno sguardo più alto dei nostri campanili. Il suo arrivo in diocesi è una notizia bellissima e una benedizione, come lo è stata la presenza in questi anni di monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, a noi sempre vicino soprattutto durante i terribili giorni, le settimane e i lunghi mesi del post terremoto. Di buone notizie abbiamo bisogno, di notizie che raccontino tutto il bello e tutto il bene che in silenzio tessono la fitta rete di relazioni che tengono unite la nostra comunità. Il bello e il buono non fanno rumore ma ogni giorno abitano le nostre case, le nostre scuole, le nostre aziende, i nostri uffici, le nostre palestre, il nostro ospedale, la nostra casa di riposo. In ognuno di questi luoghi – ha ricordato ancora il sindaco nel suo discorso di saluti – vengono impastati nella fatica, nell’impegno, spesso nella sofferenza, nella determinazione, nella tenacia e nel coraggio, i mattoni che, uno dopo l’altro, ricostruiscono e ricostruiranno la nostra città strada dopo strada, scuola dopo scuola, chiesa dopo chiesa e casa dopo casa”.
E prima della benedizione finale dei tanti fedeli che hanno gremito la basilica, l’arcivescovo Massara ha ringraziato: “Ora mi sento cittadino di San Severino Marche. Credo che il più grande patrimonio di questa terra bellissima siate voi. Sono certo che vi rialzerete”.
Alla cerimonia hanno preso parte anche il consigliere regionale Luigi Zura Puntaroni, un rappresentante del Comune di Ussita, il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, gli assessori comunali Tarcisio Antognozzi e Vanna Bianconi, i consiglieri comunali Gabriela Lampa e Pietro Cruciani.

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