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Un’apertura rivolta a tutti, nel segno della pace,

perché senza dialogo non può esistere pace: è iniziata così, il 19 marzo, la cerimonia inaugurale del 690° anno accademico dell’Università degli Studi di Camerino, in una giornata solenne per Camerino e la Regione Marche.
Guidata dal tema “Saperi in dialogo per costruire il futuro”, la cerimonia ha unito autorità, studenti e docenti, ribadendo il ruolo dell’ateneo come luogo di crescita e rinascita civile. Il Rettore ha ricordato come, di fronte a conflitti internazionali che consumano vite e speranze, l’università debba formare menti critiche, responsabili e capaci di dialogo.
A portare i saluti istituzionali sono stati il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il Sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, insieme a Emanuela Laliscia, Sara Cipolletti e il Direttore Generale Andrea Braschi. Fondamentali anche i rappresentanti degli studenti dell’Università degli Studi di Camerino e dell’Università degli Studi di Macerata, esempio di partecipazione attiva e collaborazione tra atenei.
Il Rettore Graziano Leoni ha sottolineato come l’università non sia solo un luogo di studio, ma uno spazio in cui si cresce come persone: “Non soltanto luogo dove si studia, ma anche dove si diventa”. Ha evidenziato l’impegno dell’ateneo nella formazione, presentando nuovi corsi di laurea e un laboratorio immersivo, simbolo di innovazione e futuro.
Ampio spazio è stato dedicato alla ricostruzione post-sisma: il Rettore ha annunciato l’avvio dei lavori al Palazzo Ducale di Camerino e le prossime aperture di Palazzo Ribechi e dell’ex convento di Santa Caterina di Camerino. L’ospite d’onore Ivano Dionigi Professore Emerito di lingua e letteratura latina Università di Bologna, ha definito l’ateneo “la salvezza della città” e ha richiamato l’importanza del dialogo e dell’“intelligenza naturale”, invitando a fare un’ecologia delle parole.
A rafforzare il legame con gli studenti, il Presidente del Consiglio Studentesco Edoardo Pettinari ha affermato: “I miei colleghi non si arrendono e lavorano ogni giorno per migliorare le cose”.

Andriana Hula

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