L’Unione Nazionale Avvocati per la Mediazione (UNAM) conferma il proprio impegno
nella diffusione della cultura della mediazione anche all’interno degli enti pubblici, con il rinnovo del progetto “Mediazione e Pubblica Amministrazione” e la conferma nel ruolo di Responsabile Nazionale del progetto l’avv. Massimo Cesca del Foro di Macerata.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura amministrativa orientata alla prevenzione e alla gestione negoziale delle controversie, in un’ottica di maggiore efficienza dell’azione pubblica e in piana attuazione dell’art. 97 della Costituzione, che sancisce il principio di buon andamento ed impone alle Pubbliche Amministrazioni di operare in modo efficiente ed economico. Innumerevoli sono i vantaggi della mediazione rispetto al giudizio, in particolare:
- Riduzione dei tempi: la mediazione consente di definire un contenzioso in poche settimane, mentre il giudizio richiede molti anni. Con conseguenti vantaggi per l’attuazione dei programmi amministrativi, per la definizione dei contratti e quindi con maggiore efficienza e qualità dei servizi offerti ai cittadini,
- Riduzione dei costi: l’accesso alla mediazione comporta costi inferiori in termini di spese dirette per avvocati, periti e oneri processuali e con rilevanti risparmi fiscali.
- Riduzione dei rischi: Un contenzioso presenta inevitabili rischi di soccombenza e potenziali condanne ex art 96 cpc, che vengono azzerate nelle procedure di mediazione. Oltre alla certezza sui costi, che invece nella gestione giudiziaria sono imprevedibili e legati ai vari possibili gradi di giudizio.
- Efficienza di sistema: la riduzione di contenzioso pendente consente una migliore allocazione delle risorse interne, sia in termini di risorse umane, sia delle risorse economiche, con una migliore possibilità di programmazione dei bilanci. Favorendo indirettamente anche una migliore competitività delle aziende e quindi dando un sostegno allo sviluppo economico.
- Miglioramento dei rapporti con il cittadino e le aziende: La mediazione permette un coinvolgimento dei cittadini e delle aziende nell’individuazione di soluzioni condivise e flessibili. Si favorisce un accordo nel quale entrambe le parti sono “vincitrici”, rafforzando la reputazione dell’ente, la fiducia nei confronti delle istituzioni e contribuendo ad agevolare una maggiore pace sociale. Il conflitto infatti non può essere inteso solo come quello che emerge nelle aule giudiziarie, ma anche quello che si manifesta nella quotidianità delle relazioni sociali, del quale si prende atto purtroppo solo quando si verificano episodi particolarmente gravi che coinvolgono i media e la magistratura.
Oggi vi sono tutte le condizioni per superare la logica del contenzioso come strumento ordinario di risoluzione dei conflitti e fare in modo che il ricorso alla giurisdizione diventi l’ extrema ratio, mentre la composizione negoziale la soluzione naturale. Da un lato abbiamo delle esigenze sempre maggiori dettate dalle tante tensioni sociali acuite in questi ultimi anni, dal forte distacco delle aziende e dei cittadini nei confronti delle istituzione, percepite sempre di più come un problema e non come un aiuto e dai tempi di esecuzione delle opere ed obbiettivi imposti dal PNRR. Nello contempo vi sono stati molteplici interventi legislativi che hanno costantemente agevolato l’uso di strumenti negoziali per la gestione dei conflitti andando ad incidere su quelle che sono state tradizionalmente le cause principali di ancoraggio alle soluzioni giudiziarie. In modo particolare le c.d. riforma Cartabia e la recente riforma della Corte dei Conti sono intervenute per superare la convinzione radicata nei dirigenti pubblici di possibili contestazioni, in particolare sul piano erariale, nel caso di accordi negoziati. Oggi questo timore è stato fortemente attenuato dal quadro normativo e giurisprudenziale, ma purtroppo si regista ancora una forte resistenza dei dirigenti pubblici ad avvalersi di strumenti di giustizia consensuale.
Proprio per questo l’UNAM promuove un protocollo d’intesa con gli Enti Pubblici, chiaramente senza alcun onere economico per le parti coinvolte, finalizzato ad attuare:
• attività sul territorio, in sinergia con i vari enti, per la diffusione della cultura della mediazione;
• attività formative rivolte ai funzionari e dirigenti pubblici sulle ADR, con particolare attenzione alla mediazione civile e commerciale;
• diffusione di buone pratiche nella gestione delle controversie, condividendo le esperienze dei vari Enti;
• supporto agli uffici pubblici, a titolo totalmente gratuito, tramite la fitta rete di sezioni UNAM presenti su tutto il territorio nazionale, nella implementazione di procedure negoziale nella gestione dei conflitti.
Oggi la mediazione è una grande opportunità ed un dovere per i vari enti, solo una Pubblica Amministrazione che ascolta e dialoga con i cittadini e le aziende , con metodi, tempi e strumenti adeguati, può essere una “buona amministrazione” e l’UNAM è pronta a dare il proprio contributo per l’attuazione di questa grande rivoluzione a chi amministra nei vari livelli.




